Inserito da: nov-EGO | 25/01/2010

Sgarbi alla Biennale 2011, curerà il Padiglione Italia.

Venezia. Paolo Baratta lo sa benissimo che tutti vogliono chiedergli della Biennale Arte 2011, anche se l’appuntamento è per parlare di quella di Architettura 2010, in programma dal 29 agosto al 21 novembre. Lo sa e cerca di fare finta di nulla, sornione. Il presidente non vuole mischiare Kazuyo Sejima, giapponese classe 1956, prima donna a dirigere la kermesse – e primo architetto dopo vari critici e storici – con Vittorio Sgarbi, a tutti noto, che curerà il Padiglione Italia l’anno prossimo e si è autodefinito commissario antimafia dell’arte. Il ministro Sandro Bondi ha telefonato a Baratta per comunicargli la nomina, l’altra mattina, prima di dare l’annuncio pubblico. Reazioni? L’entourage: «Non ci annoieremo». I fuochi d’artificio sono garantiti, il ritorno mediatico pure. Sgarbi è già partito in quarta: basta arte povera, concettuale, installazioni e via discorrendo, si torna al classico, al “bello”. Ieri ha duellato a distanza con Achille Bonito Oliva, secondo il quale la Biennale deve proporre forme nuove d’arte e invece Sgarbi vagheggia un ideale fuori dal tempo…..

…. Kazuyo Sejima indica le linee guida: «Mostrare come si formano le idee, le possibilità dell’architettura, comprendere in che modo esprima nuovi stili di vita, fare architettura assieme agli architetti, partecipare. Sarei contenta se attraverso questa esposizione potessimo sentire dove stiamo andando». Non crede che gli architetti possano trasformare il mondo, ma migliorarlo sì: «Anche partendo dalla pensilina di un autobus»….

Altra novità della dodicesima edizione: i “seminari del sabato”, che vedranno tornare in pista, per un giorno a testa, nel modo che vorranno, i nove direttori delle Biennali precedenti, da Gregotti a Betsky, passando per Portoghesi e Fuksas. Sarà un modo per allargare ancora il confronto. Ci saranno poi gli eventi collaterali, i padiglioni nazionali e un progetto per coinvolgere le Università dando agli studenti la possibilità di ottenere crediti formativi. Sui padiglioni nazionali già si registrano novità curiose, su tutte l’Austria che ha nominato curatore un americano di grido, Eric Owen Moss. Ma quanto è orgogliosa Kazuyo Sejima di essere la prima donna direttore della Biennale di architettura? Sorride: «Il tema è la cosa più importante». In Italia, 15 anni fa, ha partecipato a un concorso per un progetto a Salerno, vincendolo. «Ma non è ancora partito» sorride di nuovo. Le foto di rito, poi finalmente fuori, sul balcone, a fumare una sigaretta in pace, affacciata sul Canal Grande.

fonte: il secolo XIX


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