L’ottava puntata della seconda serie di Vivere l’Architettura affronta l’argomento “La qualità diffusa: l’architettura soggettiva”. Ospiti in studio l’Arch. Andrea Giunti ed il Prof. Aldo Aymonino con la partecipazione dell’Arch. Silvio L. Riccobelli. La clip mostra la casa sperimentale a Fregene di Giuseppe Perugini, Uga De Plaisant e Rainaldo Perugini.
Il cammeo è dedicato alla Chiesa di Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca di Pierluigi Spadolini.
Ancora una volta ci troviamo ad affrontare il problema delle architetture dimenticate (proprio ieri sero sono passato davanti alla apparentemente “perduta” casa della scherma del grande Moretti), con la casa che l’architetto Giuseppe Perugini si è costruito a Fregene nella felliniana pineta scenario del film “Lo Sceicco Bianco”. La casa, progettata nel 1969, colpisce per la sua brutalità manierista, per il suo essere la materializzazione di una idea astratta di libertà e sperimentabilità spaziale. Ecco le parole del proprietario attuale, il figlio Raynaldo, architetto e docente di storia dell’architettura moderna: «Essendo tutti e tre architetti (si riferisce alla madre Uga de Plaisant, architetto anche lei) era un po’ il giocattolo di famiglia, nel momento della realizzazione ognuno di noi proponeva soluzioni e nascevano discussioni…era una sorta di grande laboratorio… immaginatevi un plastico in scala reale! Questa era la casa di Fregene, un plastico al vero in cui ognuno metteva del suo. Una sorta di bottega globale nella quale lavoravamo tutti e per ogni problema c’erano un’infinità di soluzioni possibili. Infatti la cura dei dettagli e la messa a punto di tutte quelle soluzioni che hanno portato alla casa com’è oggi sono stati affrontati nella messa in opera. La particolare caratteristica costruttiva la rende un grande gioco di costruzioni…». Casa che sembra un relitto d’altri mondi, rudere ipermoderno, scultura in costruzione. Perugini non è certo estraneo ai temi del brutalismo, già a partire dal celeberrimo mausoleo delle Fosse Ardeatine, così come si rintracciano assonanze con le architetture di Vittoriano Viganò.






















bella la trasmissione unica nel suo genere
Da: ernesto piave su 12/02/2010
alle 21:37
Caro Ernesto,
benvenuto su NovArchitectura. Hai ragione, è una bellissima trasmissione. Bisognerebbe parlare d’Architettura sempre di più (di vera Architettura, non di “Moda”), per diffondere un senso critico che coincide spesso con lo 0… grazie e a presto!
Da: nov-ES su 13/02/2010
alle 23:23